Inquinamento ed effetti sul cuore

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Colesterolo (1)

 

Le particelle delle polveri sottili penetrano nel sangue, causano l’ispessimento della carotide e aumenta il rischio di aterosclerosi soprattutto in chi ha già il colesterolo alto

Polveri sottili e colesterolo elevato: una combinazione nemica dell’organismo e altamente pericolosa per cuore e cervello. Perché? Pochi sanno che l’inalazione del particolato fine, cioè l’inquinante atmosferico presente in tutte le aree urbane, provoca un processo di infiammazione nei polmoni e nel sangue che comporta una rapida occlusione dell’arteria principale, la carotide: questa alterazione induce e accelera l’insorgere di aterosclerosi, soprattutto nelle persone che hanno livelli di colesterolo troppo elevati.

Stando a quanto riportato dalla Sisa, la Società Europea per lo Studio dell’Aterosclerosi, sulla base dei dati raccolti da Ispra Ambiente, a Milano e a Torino le polveri sottili quadruplicano la velocità di invecchiamento di cuore e cervello rispetto a Roma, che ha un relativo minor tasso di inquinamento medio.

Alberico Catapano, Professore ordinario di Farmacologia all’Università di Milano e Presidente della Sisa, spiega quali sono le conseguenze a livello fisico di questa dannosa associazione.

 

Che relazione intercorre tra l’inquinamento da polveri sottili e colesterolo?

L’inquinamento da polveri sottili è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Queste particelle presenti nell’aria sono in grado di penetrare nei polmoni ed entrare nel circolo sanguigno, infiammando i vasi. Questo processo può provocare e accelerare l’aterosclerosi, specialmente in quelle persone che presentano valori elevati di colesterolo Ldl che causa già di per sé un danno vascolare. La presenza di queste due condizioni concomitanti, quindi, aumenta sensibilmente il rischio di ammalarsi.

 

Ma quali sono le conseguenze a livello fisico?

Le carotidi, cioè le arterie che portano il sangue ossigenato al cervello, ci aiutano a scoprire cosa sta succedendo in altre parti del corpo, in quanto sono facilmente visibili con un banale esame ecodoppler. Le carotidi sono una “spia” di quello che sta avvenendo a livello delle coronarie: più le carotidi si ispessiscono e diventano “dure”, più le nostre coronarie stanno funzionando male e stanno subendo un danno. In presenza di inquinamento da polveri sottili e colesterolo alto, c’è quindi più probabilità che si verifichi un danno vascolare che a lungo andare può causare infarto e ictus. Non solo: il sangue che coagula più velocemente favorisce anche la trombosi.

 

Dai dati raccolti emerge che a Milano e Torino la velocità di usura del cuore è quattro volte superiore a quella di Roma: come mai? Dipende dai livelli di inquinamento?

I dati relativi alla presenza di polveri sottili nell’aria vengono per legge raccolti per ogni città. Analizzandoli emerge che l’area più a rischio in Italia è quella della Pianura Padana: a causa della barriera naturale delle Alpi e degli Appennini, c’è poco flusso d’aria e l’inquinamento ristagna. Se non si verifica un “rimescolamento” dell’atmosfera, o se non avviene in maniera adeguata, i livelli di particolato non possono abbassarsi. E quindi chi vive a Milano e Torino corre più rischi.

Fonte: http://www.ok-salute.it/