Cosmetici e sostanze tossiche: le top 20.

Gillian Deacon, nota presentatrice e autrice canadese, nota per il suo impegno ambientale, nel suo libro bestseller dal titolo There’s Lead in Your Lipstick: Toxins in Our Everyday Body Care and How to Avoid Them ci elenca le venti sostanze velenose , spesso utilizzate in cosmesi, ma da evitare. E’ sempre bene leggere le etichette prima di fare gli acquisti per evitare danni al nostro organismo.

  1. Catrame di carbone: una nota sostanza cancerogena vietata nell’UE, ma ancora utilizzato nel Nord America. Utilizzato in trattamenti per la pelle secca, anti-pidocchi e shampoo anti-forfora.
  2. DEA / TEA / MEA: sospetti cancerogeni utilizzati come emulsionanti e agenti schiumogeni per shampoo, bagnoschiuma, saponi.
  3. Tensioattivi etossilati e 1,4-diossano: quest’ultimo spesso non viene elencato perché è un sottoprodotto ricavato dall’aggiunta dell’ossido di etilene, ingrediente cancerogeno utilizzato per rendere altre sostanze chimiche meno dure. L’Environmental Working Group (EWG) ha trovato 1,4-diossano nel 57 % dei prodotti per l’igiene presenti negli Stati Uniti. Si consiglia di evitare qualsiasi prodotto contenga la dicitura “ETH”.
  4. Formaldeide: questa è una sostanza che conosciamo abbastanza bene. Ricordiamo, infatti, un maxi sequestro avvenuto in Italia nell’aprile 2013 di shampoo contenente formaldeide. La formaldeide è infatti una sostanza considerata cancerogena e irritante. È vietata nell’UE, ma meglio sempre prestare attenzione e verificare la sua presenza in prodotti per unghie, tinture per capelli, ciglia finte, shampoo.
  5. Profumo / Parfum: dietro questa dicitura si possono nascondere innumerevoli sostanze chimiche, come gli ftalati, che possono provocare mal di testa, vertigini, asma e allergie.
  6. Idrochinone: usato per schiarire la pelle, è noto anche come chinolo. È vietato nel Regno Unito ed è considerato tossico e potenzialmente cancerogeno.
  7. Piombo: nota sostanza cancerogena trovata spesso in rossetti e tinture per capelli, ma purtroppo non viene elencata perché è un contaminante, non un ingrediente.
  8. Mercurio: noto allergene che ostacola lo sviluppo del cervello. È stato ritrovato in mascara e in alcuni colliri.
  9. Olio minerale: è un sottoprodotto del petrolio che viene utilizzato in genere nell’olio per bambini, creme idratanti, gel styling. Questa sostanza crea una barriera sulla pelle che ne blocca la capacità di espellere le tossine.
  10. Oxybenzone: principio attivo presente nei filtri solari, si accumula nei tessuti grassi e può causare allergie, disturbi ormonali e danni cellulari.
  11. Parabeni: usati come conservanti, sono in realtà presenti in molti prodotti. Sono stati collegati al cancro e ad alterazioni del sistema endocrino.
  12. Parafenilnediammina (PPD):Utilizzato in prodotti per capelli e coloranti, ma tossiche per la pelle e il sistema immunitario.
  13. Ftalati: plastificanti vietati nell’Unione europea e in California nei giocattoli per bambini, sono però presenti in diverse fragranze, profumi, deodoranti e lozioni. Sono collegati a delle alterazioni del sistema endocrino, danni al fegato, ai reni e anche al cancro. Come abbiamo visto, possono essere presenti anche in alcuni capi di abbigliamento, nel cibo e in molti oggetti di uso comune.
  14. Estratto di placenta: utilizzato in alcuni prodotti per la cura della pelle e dei capelli, può avere effetti nocivi sul sistema endocrino.
  15. Polietilene glicole (PEG):sostanza utilizzata per favorire l’assorbimento dei prodotti, è spesso associata all’1,4-diossano e all’ossido di etilene, entrambi noti agenti cancerogeni.
  16. Emollienti derivati dal silicone: usati per rendere i prodotti morbidi al tatto, non sono biodegradabili e impediscono alla pelle di respirare. Sono potenzialmente cancerogeni e causano irritazioni.
  17. Laurilsolfato di sodio (SLS, SLES): è un ex sgrassatore industriale ora utilizzato per rendere il sapone più schiumoso. Se assorbito dalla pelle, la irrita.
  18. Talco: simile all’amianto nella sua composizione, si trova spesso in polvere nei prodotti per bambini, negli ombretti, nei blush e nei deodoranti. Recentemente è stato collegato al cancro ovarico e a problemi respiratori.
  19. Toluene: noto per distruggere il sistema immunitario ed endocrino e lo sviluppo fetale, è utilizzato nei prodotti per unghie e capelli. Spesso nascosto sotto la dicitura “fragranza”.
  20. Triclosano: presente nei prodotti antibatterici, nei disinfettanti per le mani, e nei deodoranti, sembra sia legato al cancro e a problemi al sistema endocrino.

 

Fonte

 

Cosmetici e tumori : continuamente avvelenati

Parrucchiere da risarcire: «Ha un tumore causato dalla tintura per capelli»

BARI – «Sostanze cancerogene» nella tintura per capelli Wella Kolleston, tali da aver causato una patologia tumorale a un parrucchiere barese di 63 anni. Così ha stabilito il Tribunale civile di Bari, condannando il colosso di prodotti cosmetici Wella-Lobocos a un risarcimento danni da 46mila euro.

Una decisione, quella del giudice monocratico Mirella Delia, che potrebbe aprire le porte ad altre richieste analoghe. «Siamo convinti che la sentenza sia sbagliata nelle fondamenta e sarà appellata quanto prima – ha spiegato il legale dell’azienda, Gianluca Moretta -: si può e si deve rassicurare che i prodotti non contengono sostanze cancerogene o comunque vietate: i cosmetici sono sottoposti a tutti i controlli delle autorità competenti». Tuttavia, il Tribunale ha ritenuto valide le argomentazioni dell’avvocato Ivan Lombardi, difensore della parte lesa, nonché dei riscontri compiuti sui campioni dei prodotti che il parrucchiere ha utilizzato per motivi professionali.
Stando a quanto si legge nelle motivazioni della sentenza, «le analisi tossicologiche sulle tinture Wella Kolleston», eseguite dall’istituto di medicina legale dell’Università di Bari, hanno fatto luce sulla «presenza di sostanze cancerogene e tossiche nei prodotti cosmetici Kolleston 1+1 e Creation color gel (entrambe tinture per capelli, ndr)». In particolare, sono state individuate «benzene e toluene». L’Agenzia per le sostanze tossiche e registro delle malattie, come riportato in consulenza dai periti del giudice, ritiene che il«benzene è irritante per la pelle, gli occhi ed il tratto respiratorio; causa la depressione del sistema nervoso centrale ed aritmia nelle persone esposte per lungo termine. Esposizioni più lunghe possono causare anemia, alterazione del sistema immunitario e leucemia. Tale molecola non deve essere presente nei cosmetici». Il toluene, invece, risulta essere «nocivo per inalazione e per contatto con la pelle». Le sostanze, inoltre, «risultano da tempo limitate nei Paesi della Comunità europea da specifiche normative di legge», in forza «delle accertate proprietà cancerogene nei confronti dell’uomo».
La sentenza, poi, entra nel dettaglio. Nel documento, infatti, si legge che i «livelli di tossicità delle sostanze contenute nelle tinture esaminate, aumentano esponenzialmente col passare del tempo e se vengono in contatto con l’acqua o l’ossigeno». Inoltre, è annotato nell’atto, è «altrettanto difficile opinare come nella metodologia di lavoro comune ai parrucchieri vi sia proprio l’impiego di una crema per colorare i capelli, ottenuta mescolando la sostanza all’interno del tubetto analizzato e l’acqua ossigenata». Per il Tribunale, dunque, non si può escludere la colpa di Wella, in quanto «il diffuso uso di prodotti potenzialmente pericolosi non è stato accompagnato da informazioni sull’esatto impiego dei medesimi e sugli effetti collaterali, come invece s’impone alla stregua della normativa comunitaria».
«L’unica precauzione di impiego – si legge – consigliata per i prodotti in esame è la prova preliminare di sensibilità per la cute in quanto “potrebbe dare reazione allergica”. Nessuna avvertenza è espressa, quale l’utilizzo di mascherine, protezioni e precauzioni atte a evitare l’esposizione inalatoria nella fase della preparazione e miscelazione dei vari composti chimici, poi da professionisti applicati sui capelli». Wella, a quanto pare, non ha collaborato nella effettuazione delle analisi tossicologiche. «Gli unici campioni di prodotto integri offerti all’esame dei ctu – conclude infatti il magistrato – sono stati quelli di tinture messi a disposizione dalla parte attrice, ovvero l’esercente un’attività commerciale, mentre la convenuta (è bene evidenziarlo) non è riuscita a reperire in nessun altro modo e nonostante l’ampiezza della propria organizzazione aziendale altri e diversi campioni di prodotto».

 

Fonte: Lagazzettadelmezzogiorno.it – Aprile 2015