ZEOLITE e radioattività. Danni causati dal Cesio137 e Stronzio90.

052215_1409_LAZEOLITEDI1.pngTutto ad un tratto la Terra inizia a tremare, un’enorme onda di tsunami travolge intere città ed ecco che riaffiora la paura verso un pericolo invisibile, la radioattività. Così è successo nella primavera del 2011 con il disastro dell’impianto nucleare della centrale giapponese di Fukushima. Anche se le immagini sono ormai sparite dai telegiornali, sappiamo bene che le longeve radiazioni non lo sono affatto. Anche la zeolite è un prodotto dell’attività sismica della Terra. Considero il minerale vulcanico naturale un regalo del pianeta, che ci aiuta sia a proteggerci dai danni della radioattività, sia a ridurre, se non a eliminare, la contaminazione ambientale (per esempio agricola). Dalle ricerche di medicina nucleare sappiamo che il cesio 137 e lo stronzio 90 – entrambi isotopi radioattivi particolarmente frequenti in un fall-out radioattivo – sono responsabili di un evidente aumento dell’occorrenza di cancro ai testicoli (Cs-137) e di tumori ossei (Sr-90). È dimostrato che entrambe le sostanze possono essere legate ed espulse dal corpo grazie alla zeolite micronizzata. La “regina dei minerali” è dunque perfettamente adatta a trattare le malattie da radiazioni che insorgono in connessione a incidenti di reattori nucleari. Il cesio 137 ha l’effetto di sopprimere il potassio nel metabolismo, lo stronzio 90 esercita la stessa azione sul calcio. Le conseguenze sono massicce modificazioni delle ossa. Lo scambio ionico indotto dalla zeolite clinoptilolite controbilancia questo processo in modo quasi miracoloso, mettendo a disposizione dell’organismo i suoi minerali salutari. In Russia le possibilità di impiego della zeolite sono note e indagate da molto più tempo che non da noi in Europa centrale e non c’è dunque da stupirsi che la zeolite sia stata impiegata dopo la catastrofe nucleare di Cernobyl. Ha trovato ampio utilizzo sia per la decontaminazione del terreno, delle acque e del cibo, sia per la disintossicazione di uomini e animali.

cfr: La Pietra Della Vita. Dott Med. Ilse Triebnig