INSONNIA: dagli USA lo spray che ci farà dormire

Insonnia
Secondo l’Associazione italiana per la medicina del sonno, sono circa 12 milioni le persone che soffrono di disturbi del sonno quali insonnia, apnee notturne, sindrome delle gambe senza riposo (RLS), scarsa qualità del sonno, risvegli precoci, narcolessia e tutto ciò che riguarda la sensazione di svegliarsi stanchi. Il 10-15% della popolazione adulta soffre di insonnia cronica, con una durata superiore anche ai 12 mesi, mentre il 25-35% di un’insonnia occasionale.

“L’insonnia –  dice il neurologo dott. MARCO PERESSON –  è un disturbo della qualità e quantità del sonno. Si distingue in tre categorie: insonnia dell’addormentamento, da risveglio precoce e da frequenti risvegli notturni. L’insonnia spesso non è una malattia, ma un sintomo legato ad una malattia, quindi è necessario prima valutare se il paziente soffre di altre patologie che non gli consentono un riposo equilibrato. La prima cosa è capire perché il paziente non dorme.

Se ho davanti un paziente con problemi cardiaci, o con un disturbo legato allo stato psichico, o ancora perché affetto da Parkinson o Alzheimer cerco di trattare la patologia di base. Quindi una volta individuata la causa si procede con la diagnosi.

Una delle conseguenze più importanti del dormire male è la difficoltà nello svolgimento dell’attività lavorativa il giorno successivo perché ci si sveglia stanchi e storditi.”.

Perché sono tante le persone che soffrono di insonnia?

“I ritmi dei tempi moderni, rispetto al passato, hanno alterato il nostro modo di vivere provocando conseguenze sull’organismo. Un tempo ci si svegliava prestissimo e la sera dopo il tramonto si andava a dormire. Oggi, invece siamo sottoposti a stress continui, a stili di vita diversi, la sera siamo spesso presi da tanti impegni, tutti fattori che, inevitabilmente, hanno portato lo spostamento della lancetta dell’orologio alle 23 e anche oltre. Non è da sottovalutare poi un altro aspetto: negli ultimi anni sono aumentati i casi di insonnia anche a causa dei dispositivi tecnologici dei quali facciamo uso e abuso in qualunque momento fino a tarda sera. Questo determina un eccitamento e non aiuta a conciliare il sonno”.

Anche le cattive abitudini alimentari e l’età sono fattori che determinano il rischio insonnia?

“Sì, quando parlo di scarsa igiene del sonno mi riferisco agli scorretti stili di vita a tutto tondo, tra questi rientrano anche grandi mangiate e abuso di alcol la sera, che se immediatamente dopo sembra concilino il sonno in realtà inibiscono l’addormentamento. Fisiologicamente più si va avanti con gli anni e meno si dorme. Anche questo fattore però dipende dai soggetti che si esaminano e dal loro vissuto, perché se sin da bambini si tende a dormire poco lo stesso potrebbe avvenire anche da adulto”.

È vero che c’è una maggiore frequenza nei soggetti di sesso femminile di età compresa tra i 20 e i 50 anni? Perché? 

“Sì, perché le donne dal punto del visto psicologico hanno una capacità di elaborazione di un vissuto più emotivo e ricco rispetto agli uomini. Inoltre, i soggetti di sesso femminile sono più legati ai ritmi ormonali”

Chi soffre di insonnia e sottovaluta il disturbo rischia di sviluppare anche altre malattie?

“Sì, se trascurata può provocare malattie cardiovascolari, disturbi di concentrazione di attenzione e di memoria e può anche degenerare nell’alimentazione, come per i pazienti “Night Eating Sindrome” (NES), che hanno la necessità impulsiva di mangiare durante la notte con un’evidente alterazione del ritmo circadiano sonno-veglia.

In media per stare bene quante ore bisognerebbe dormire la notte?

“Dalle 7 alle 8 ore al massimo, ma dipende dal soggetto e dall’età”.

Il pisolino pomeridiano aiuta?

“Se non supera i 20 minuti è molto salutare, può rigenerare le funzioni cognitive, sopra la mezz’ora è dannoso perché altera il ritmo sonno-sveglia”.

Come si cura l’insonnia?

“Dipende sempre dalle situazioni. Personalmente se ho davanti un paziente con difficoltà nell’addormento in maniera sporadica gli consiglio una calda tisana prima di andare a dormire. In altri casi invece, per riequilibrare il sonno si prescrive la melatonina che, presa nelle giuste dosi e anche per lunghi periodi, non provoca grandi effetti collaterali. Vero è, che se non dovesse funzionare dopo 20 giorni si procede con esami più approfonditi”.

Si può guarire dall’insonnia?

Sì, ma solo facendo un’accurata diagnosi delle patologie che possono causare l’alterazione del sonno-sveglia. L’importante è capire cosa c’è a monte, se si soffre ad esempio di problemi fisici o psichici come ad esempio la depressione si cura prima la patologia”.

Dottor Peresson, che consigli può dare ?

“Innanzitutto seguire una corretta igiene del sonno e cioè, andare a dormire sempre alla stessa ora, evitare attività stressanti la sera, non abusare di alcol perché altera il metabolismo, non fare pasti pesanti la sera, evitare di utilizzare smartphone e tablet perché con la loro forte luminosità inibiscono la melatonina, fare attività fisica durante il giorno, infine bere un’ottima tisana calda perché il calore aiuta a rilassarsi”.

(mbamutua)