Disintossicazione – Una questione di sopravvivenza

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Disintossicazione – Una questione di sopravvivenza

Oggi paghiamo un prezzo molto alto per il progresso in campo tecnico, medico e chimico. I fatti nel nostro mondo industrializzato dominato dalla tecnica parlano chiaro: negli ultimi 30 anni l’inquinamento ambientale dovuto alle sostanze chimiche è decuplicato.Sul nostro pianeta si riversa ogni anno una valanga di veleni di 200 milioni di tonnellate. Ogni giorno le industrie e il traffico immettono nell’atmosfera terrestre circa 13 milioni di tonnellate di sostanze chimiche. In altre parole: per ogni abitante della Terra vengono prodotti due chili di veleno.Quanto grande sia il pericolo causato dai veleni ambientali, è evidenziato in modo esemplare da questo studio:

le analisi del sangue e delle urine effettuate nel 2004 dalla famosa organizzazione ambientalista World Wildlife Fund (WWF) su 39 parlamentari europei e presso 14 ministeri della salute di paesi europei hanno dato risultati eloquenti.

13 volte sono stati riscontrati residui di ftalati e composti perfluorati.

25 volte sono state rilevate sostanze chimiche come ritardanti di fiamma, pesticidi e composti di Cloro PCB (policlorobifenili)

I risultati drammatici dei test evidenziano che siamo seduti su una bomba a orologeria. I bifenili riscontrati frequentemente, ad esempio, sono composti chimici di cloro tossici e cancerogeni, che in passato venivano utilizzati in grandi quantità come plasticizzanti per vernici, masse sigillanti, isolanti e materie plastiche. Appartengono alle dodici sostanze tossiche organiche conosciute come “sporca dozzina”, vietate a livello mondiale dal 2001, ma che continuano ad essere presenti in forma massiccia sul nostro pianeta, nei corsi d’acqua, nei terreni e nell’atmosfera.

Siamo seduti su una bomba a orologeria

 Anche gli ftalati sono diventati parte integrante del nostro ambiente. Queste sostanze tossiche non sono biodegradabili, sono considerate cancerogene e possono causare sterilità maschile. Gli ftalati ammorbidiscono la plastica e sono contenuti, tra l’altro, in rivestimenti per pavimenti, mangimi, giocattoli per bambini provenienti dalla Cina e articoli medicali quali siringhe, sacchetti per flebo, rivestimenti di pastiglie o bicchierini di plastica. Una rinascita la sta vivendo anche il DDT, l’insetticida vietato ormai da moltissimo tempo. È sempre più utilizzato nelle monocolture ed entra in circolo nel nostro corpo attraverso gli alimenti. Inoltre questa sostanza tossica presenta un’emivita di 80 anni e quindi accompagna molte persone per tutta la loro esistenza. È stata tra l’altro utilizzata durante la seconda guerra mondiale e poi anche in seguito per eliminare i pidocchi ed è quindi ancora attiva dai tempi passati. Tutti noi cerchiamo di vivere in modo sano e tuttavia la nostra esistenza è da tempo caratterizzata dall’amaro motto: dacci oggi il nostro veleno quotidiano. L’inquinamento dell’aria e dell’acqua aumenta rapidamente, le sostanze chimiche sintetiche sono sempre più presenti in alimenti, indumenti e abitazioni. A ciò si aggiungono sostanze radioattive, inquinamento acustico, carenza di sonno, sforzo eccessivo e scarsa attività fisica, elettrosmog, zone geopatogene, campi elettromagnetici artificiali, stress psicosociale e un consumo eccessivo di farmaci, soprattutto antidolorifici, i cui effetti collaterali vanno ad aggiungersi al già amaro cocktail di veleni.

Non c’è dubbio: liberarsi dei depositi di rifiuti nel nostro corpo è una questione di sopravvivenza, forse ancora più del buco nell’ozono o dell’effetto serra dovuti ai cambiamenti climatici.